È solo un medico.

Il Dottor Burioni è solo un medico.
Non che sia poca cosa, anzi, ma non è nulla di più.
Oggi il Garante Privacy pubblica il provvedimento con il quale viene accertato solennemente che il Dottor Burioni non ha alcuna contezza delle norme in materia di privacy, del diritto alla protezione dei dati e anche di altre cosette di che dovrebbe tenere in più alta considerazione come il codice deontologico dei medici.
Cosa è successo?
Roberto Burioni, divulgatore scientifico, ha pubblicato sui suoi profili social (Facebook e X) dati personali (generalità ed estratti di carte d'identità) di alcuni firmatari di un esposto disciplinare presentato contro di lui. La pubblicazione, avvenuta in risposta a critiche sull'esposto e sulle sue dichiarazioni sui vaccini, è stata ritenuta dal Garante una reazione sproporzionata rispetto al diritto di critica e di difesa.
Il Garante ha stabilito che l'identificazione dei firmatari non era giustificata, in quanto non rivestivano un ruolo pubblico tale da rendere essenziale la diffusione dei loro dati, né ha fornito un contributo informativo utile sui fatti dell'esposto. Nonostante la successiva rimozione dei post da parte di Burioni, gli effetti lesivi sono persistiti data l'ampia platea social.
Le violazioni accertate riguardano i principi di liceità, correttezza, finalità e minimizzazione dei dati (art. 5, par. 1 lett. a), b) e c) GDPR), l'art. 85 GDPR e gli artt. 136 e ss. del Codice (trattamento dati per finalità giornalistiche e altre manifestazioni del pensiero), in particolare l'art. 137, comma 3 del Codice e gli artt. 5 e 6 delle Regole deontologiche, e l'art. 2-quater del Codice. I
l Garante ha considerato attenuanti la collaborazione del titolare e la rimozione dei post, oltre al fatto che la violazione è stata favorita dalla condotta dell'Ordine professionale che ha trasmesso l'esposto con un link aperto. La sanzione applicata è un blando ammonimento.
Il provvedimento è interessante anche per la flemma geologica con cui è stata affrontata la vicenda:
1° luglio 2024 – Pubblicazione dei primi post contestati sui social: Roberto Burioni pubblica sui propri profili social (Facebook e X) post di replica all'esposto disciplinare presentato contro di lui, diffondendo dati anagrafici ed estratti parziali dei documenti di identità di alcuni firmatari.
2 luglio 2024 – Secondo post: Ulteriori dati identificativi di terze persone tra i firmatari dell'esposto.
3 luglio 2024 – Segnalazione iniziale all'Autorità Garante: Il legale patrocinante di numerosi firmatari dell'esposto deposita una segnalazione formale al Garante Privacy lamentando la diffusione indebita dei dati personali.
10 luglio 2024 – Deposito del reclamo formale: Un assistito del legale (tra i firmatari dell'esposto disciplinare) presenta formale reclamo al Garante in merito alla diffusione dei dati sui social.
21 febbraio 2025 – Apertura dell'istruttoria da parte del Garante: Con la nota prot. n. U. 23394, il Garante Privacy avvia ufficialmente l'istruttoria preliminare chiedendo chiarimenti a Roberto Burioni sulla pubblicazione dei dati personali e dei documenti di riconoscimento.
6 giugno 2025 – Prime memorie di riscontro del titolare: Burioni invia le proprie osservazioni difensive: eccepisce il difetto di legittimazione del reclamante (non direttamente nominato), sostiene di aver parzialmente oscurato i dati e invoca il diritto di replica e di difesa pubblica. Dai controlli dell'Ufficio emerge che i post del 1° luglio 2024 erano stati nel frattempo rimossi.
5 dicembre 2025 – Nuova richiesta di informazioni dell'Autorità: Il Garante invia una seconda richiesta istruttoria (prot. n. 170614/25) in merito al post del 2 luglio 2024 e alla gestione dei documenti scaricati.
10 dicembre 2025 – Conferma di cancellazione completa: Burioni comunica di aver rimosso anche il post del 2 luglio 2024 e di aver cancellato tutti i dati scaricati dal link cloud presente nell'esposto, non detenendo più alcun file.
18 dicembre 2025 – Provvedimento collegato del Garante contro l'avvocato: Con provvedimento n. 767 (doc. web 10216406), il Garante ammonisce il legale dei firmatari per aver allegato all'esposto un link cloud non protetto da password, rendendo accessibili a chiunque le carte d'identità e le procure.
13 gennaio 2026 – Comunicazione formale di avvio del procedimento sanzionatorio: L'Ufficio del Garante notifica l'avvio del procedimento ex art. 166, comma 5 del Codice Privacy (prot. n. 0003896/26), contestando la violazione dei principi di liceità, correttezza, finalità e minimizzazione dei dati (art. 5 GDPR), nonché il mancato rispetto delle Regole deontologiche sull'essenzialità dell'informazione nell'esercizio della libertà di espressione.
12 febbraio 2026 – Deposito delle memorie difensive: Burioni deposita memorie difensive sostenendo l'esercizio del diritto di critica e difesa (artt. 21 e 24 Cost.), la continenza verbale, la non applicabilità in senso stretto delle regole deontologiche giornalistiche e la piena collaborazione dimostrata con la rimozione dei post.
31 marzo 2026 – Audizione dinanzi all'Autorità: Si tiene l'audizione verbale in cui Burioni e la sua difesa ribadiscono la legittimità della reazione difensiva e sottolineano come l'origine della diffusione risiedesse nell'invio da parte dell'Ordine di una cartella priva di protezione.
7 ottobre 2026 – Adozione del provvedimento finale di ammonimento: Il Collegio del Garante adotta il provvedimento n. 755: pur riconoscendo il contesto di replica e le attenuanti (cooperazione, rimozione rapida dei contenuti e assenza di precedenti), accerta la violazione dei principi di minimizzazione ed essenzialità dell'informazione e commina la misura dell'ammonimento (art. 58, par. 2, lett. b GDPR) con annotazione nel registro interno.
29 ottobre 2026 – Pubblicazione del provvedimento sul sito web del Garante: Il provvedimento compare in seconda pagina e non è incluso tra gli argomenti della newsletter che, al contrario, ha riguardato tutti gli altri provvedimenti contestualmente inseriti nel sito.
850 giorni - 2 anni, 3 mesi e 28 giorni
Direi che i tempi del Garante fanno sembrare il Pitch Drop Experiment un simpatico intrattenimento da usare mentre ti preparano la pizza.
Comunque, meglio tardi che mai.
Ho riflettuto molto su questi fatti e, forse per questo, la vicenda mi sta particolarmente a cuore, tuttavia è una goccia nel mare. Incontro continuamente medici che sono solo medici, programmatori che sono solo programmatori, postini che sono solo postini, commesse che sono solo commesse, operatori di call-center che sono solo operatori di call-center, concierge di hotel che sono solo concierge di hotel ecc. Incontro continuamente persone che, nell'ambito del proprio lavoro, non vedono ad un palmo dal proprio naso e che si rifiutano ostinatamente di prendere in considerazione quel mondo di necessità umane e di diritti da rispettare, da preservare e da garantire alle persone che ciascuno incontra sul proprio cammino.
Sono circondato da persone che si limitano a fare bene il proprio mestiere ignorando, se va bene, o schifando tutto ciò che ritengono esuli dai propri compiti.
Non posso dire di apprezzare questo modo di interpretare il proprio ruolo nel mondo, anzi, penso che molti dei giganteschi problemi che la cronaca sottolinea quotidianamente abbiano origine proprio qui, nell'assoluto menefreghismo per l'altro, per tutto ciò che esula da sé stessi e dalla propria personale e miope visione del mondo, ma è una battaglia persa.
Se anche le persone influenti, note a tutti, importanti nel contesto sociale e mediatico, si comportano in modo da diffondere esempi deteriori, come potrebbero le persone comuni aspirare a qualcosa di meglio della squallida mediocrità?
Complimenti al Dottore, certamente un bravo dottore, ma nulla di più.

Ho già dedicato alcune pagine al Dott. Burioni (Medici miopi. e Entrino, signori, entrino! Più gente entra e più bestie si vedono!), che non conosco, che non mi ha fatto nulla di male e che professionalmente stimo... ma che si mette spesso in situazioni indifendibili.



