Articolo segreto (in chiaro)

"Non è possibile", dice quel galantuomo di De Luca e, in effetti, qualcosa di incredibile c'è, ma non è quello a cui si riferisce lui.
Mi domando se abbia capito i termini della questione e mi rimane un grosso dubbio:
- non so se stia recitando, ovviamente per titillare il popolino, quello ignorante, vendicativo, sadico, malvagio con l'altro e assolutorio verso se stesso, quello stesso popolino che poi vota,
- oppure se sia genuino e creda veramente a quello che dice, anche se, per gli incarichi rivestiti nella sua carriera, sarebbe veramente sconfortante. Incredibile, veramente.
"Non è possibile", dice lui, è penso si riferisca al suo giocattolino preferito che, però, si è rotto.
Cosa vuole il popolo? Semplice, ce lo insegna Giovenale, vissuto un centinaio di anni dopo l'imperatore Cesare che, a sua volta, inventò l'omonimo il cifrario e che, di fatto, applicò benissimo il metodo "panem et circenses"
Oggi siamo in tempi di vacche magre e di scarsi raccolti, quindi, anziché distribuire cibo, si spinge forte sui circenses, ma in carenza di leoni che possano sbranare i criminali li mettiamo nell'arena e li facciamo sbranare dalla gente. È molto più civile e si sporca molto meno!
In tempi civili, non potendo "valorizzare" i criminali per spettacoli cruenti, si è optato per metodi meno feroci, ma che mantenessero comunque alto l'interesse del pubblico, divertenti, sadici, vendicativi. È nata così la gogna. Ce ne sono ancora tante nei centri storici. Io sono cresciuto all'ombra della gogna appena al campanile del Duomo della mia città, ancora oggi li in bella vista, ma vuota. Altrove, praticamente ovunque, si trovano ancora colonne e ceppi dedicati proprio alla pubblica gogna.
Il malcapitato, colpevole di qualcosa, era bloccato e inerme, alla mercé di chiunque, deriso, imbrattato, torturato, abusato dalla massa che, si sa, non ha nulla di umano. Il godimento del pubblico è sempre stato grande, potendo sputare su un indifeso, ancor più se con il beneplacito dell'autorità, sentendosi parte di una giusta punizione.

"Non è possibile" afferma l'ex sindaco De Luca, ma non è affatto chiaro a cosa si stia riferendo. Forse al fatto che un criminale continui a godere dei diritti umani e della persona? Forse che non se ne possa disporre come facevano gli antichi romani? Forse dell'impossibilità di metterlo ai ceppi in piazza? Forse del fatto che esistano delle regole che anche lui deve rispettare? Onestamente non lo so, ho ascoltato il suo discorso diverse volte e non sono riuscito a capire cosa lo abbia sconvolto così profondamente.
"Non è un paese serio"
"Non voglio neanche commentare"
"Anziché valorizzare le immagini di chi rispetta le regole, noi perdiamo tempo a proteggere i farabutti, i cafoni, gli incivili"
"Avremmo bisogno anche di un altro ceto politico e di un'altra classe dirigente, che non c'è"
"Noi stiamo educando le giovani generazioni a girare la testa dall'altra parte, a non rispettare l'autorità, a non rispettare la buona educazione e ci preoccupiamo dei farabutti."
Non posso sorvolare sul fatto che stia insultando una classe politica di cui è fulgido esempio e perfetta incarnazione, di fatto, insultando sé stesso.
Non voglio tralasciare il fatto che lui, non rispettando l'autorità del Garante Privacy, faccia esattamente ciò che biasima.
Non riesco a tacere il fatto che lui si stia preoccupando oltre misura e perdendo molto tempo per un farabutto, ignorando, anzi, sfottendo chi le regole le rispetta.
Non voglio scomodare Voltaire o Dostoevskij... anzi, si, devo proprio scomodarli:
| Voltaire | Dostoevskij |
| «Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione», da Commentaire sur le livre Des délits et des peines - 1766, due anni dopo l'opera di Beccaria. | "Il grado di civilizzazione di una società si può misurare entrando nelle sue prigioni" da Memorie dalla casa dei morti -1862 |
L'illuminato pensiero di De Luca ci riporta in un'epoca buia, un mondo vendicativo e bestiale, dominato dalla gogna pubblica e dal pubblico ludibrio, solo che siamo nel 2026 e tutto questo viene patinato di innocenza con un bel Reel su Instagram o su TikTok.
Un pugno di bit non hanno mai fatto male a nessuno, niente sangue, niente ematomi, niente contatto, niente dolore fisico, niente di deplorevole... beh, non è proprio così!
Le persone si tolgono la vita quando il loro carnefice digitale le trasforma in un bersaglio, le insulta, le umilia, le abusa online.
Lo sputtanamento è diventato una forma di gogna istituzionale.

https://youtube.com/shorts/v5hCHriijd8?si=RfpuCjSzdCJMKzKT
De Luca non è il primo, anzi, simili post sono apparisi di recente sui social di molti politici contemporanei, Meloni, Salvini, come se questo fosse una cifra stilistica dei tempi. Con il brillante esempio dei migliori, della classe dirigente, chiunque si sente autorizzato a fare altrettanto nella propria vita privata. Così vedo quotidianamente persone la cui vita viene turbata, a volte rovinata, da schifosi energumeni digitali, dotati di potenti connessioni ma di scarsissima sensibilità e cultura. Delle bestie.
Bestie che votano
Bestie che si sentono molto appagate da questa forma di gogna pubblica digitale, sponsorizzata, promossa e avvallata dai propri beniamini... peccato che ci si possa fare molto male, perché e resta un reato.
Forse, qualcuno ha fatto arrivare un buon consiglio a palazzo, solo che è stato frainteso, e così assistiamo ora ad una controproducente geremiade:

https://youtube.com/shorts/cNphpbqWB7A?si=nGJJBICBkQXtRFQV
Questa perla autoassolutoria è stata ripresa anche dalla stampa, forse perché è tanto assurda quanto folcloristica:

Mi domando... se questi sono i modi "giusti", se veramente un post non fa male a nessuno, se veramente una sbarretta nera è sufficiente per anonimizzare e sentirsi dalla parte della ragione, se questo è il modo con cui si possono trattare i "nemici", allora lo si può applicare anche agli amici?

Restiamo umani, per favore.
Su questo blog ci sono altri 212 articoli.
Esplora, cerca, curiosa in giro...
Grazie per il tuo tempo. Se ti è piaciuto l'articolo o ti ha dato spunti utili, prendi in considerazione l'idea di sostenere il mio lavoro.
Puoi farlo in tre modi:
- Condividendo sui tuoi social. Così facendo aiuterai altre persone a trovarlo.
- Dicendomi cosa ne pensi, mi aiuterai a migliorare,
- Con una donazione. Aiuterai me a dedicare tempo al Blog.
Un messaggio speciale per i colleghi professionisti della privacy: il confronto è essenziale per migliorarsi, fammi sapere la tua opinione. Se non hai tempo per farlo, rifletti su questo: il mio contributo ti ha aiutato? Ti ha ispirato nell'ambito di una riunione? Ti ha agevolato nella stesura di un parere? O, semplicemente, ti ha evitato un brutto scivolone con un cliente?
Se la risposta è sì... allora una birra virtuale è d'obbligo!
Clicca qui per inviare una donazione
...un caffè, una birra, una pizza, una cena elegante...




